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Cara Edilferr, ti scrivo…

Cari compagni di squadra, dirigenti, mister, tifosi e tutte le persone eccezionali dell’Edilferr Cittanova Calcio a 5…

È arrivato per me il momento più difficile, quello dei saluti. Queste sono le mie ultime parole da calcettista e da capitano di questa squadra. Si chiude qui la mia avventura e voglio approfittare di questo spazio per salutare tutti, fare un bilancio e spiegare le ragioni della mia decisione di lasciare.

Correva l’anno 2009 quando fui chiamato a far parte di un profetto nuovo, una novità per chi, come me, è cresciuto nelle strade, giocando a calcio a 11. Oggi – e precisamente a 8 anni di distanza dalla mia prima partita di calcio a 5 – lascio questa squadra in serie B dopo aver dominato per tre anni di fila partendo dalla serie D, per poi arrivare alla B, realizzando e battendo ogni record a livello regionale e riuscire a realizzare un sogno in cui credevano in pochi: io e mister Milano.

Ma al di là delle vittorie e dei record, sono orgoglioso anche del fatto di lasciare una squadra, una società che oggi è sicura di sé, coraggiosa e capace di affrontare a testa alta ogni avversario. Lascio un gruppo di bravi ragazzi, di bravi calcettisti, ma soprattutto di grandi persone, fratelli con cui sono cresciuto molto sotto tutti gli aspetti. Chi verrà dopo di me, chi sarà il capitano del futuro, troverà una squadra, una società che sa cosa significa cultura del lavoro; sa cosa significa impegno, professionalità e fatica dando sempre il massimo in ogni partita e allenamento.

È questa la migliore eredità che io possa lasciare e va ben al di là di quello che ho potuto lasciare e portato come calcettista. Sono orgoglioso del lavoro fatto in questi anni insieme a quello che posso definire il MIO MISTER. E non me ne voglia nessuno se dico “il MIO”, ma assieme a lui ho visto nascere questa società e ho giocato la prima partita di calcio a 5 dentro la vecchia palestra della scuola.

Ricordo la riunione sulla presentazione della stagione di serie D, precisamente luglio 2013. Da lì è partito il progetto e ricordo ancora l’emozione e la voglia che ci ha permesso di arrivare dove siamo. Non dimenticherò mai la fiducia del mister e della dirigenza nei miei cnfronti, sia nei momenti belli ma specialmente in quelli difficili. GRAZIE. Ora però la società è cresciuta, sta bene e io credo di aver saldato il mio “debito” morale.

Penso che questra squadra, questa società non sarà mai come i PERDENTI, che trovano sempre una scusa, bensì come i VINCENTI, che si impegnano a trovare sempre una strada. E anche qui la promessa è stata mantenuta. Non ci siamo mai lamentati e anche qui abbiamo imboccato sempre la strada che ci permetteva di crescere.

E allora oggi, come un cerchio che si chiude, voglio usare una frase di un grande personaggio come Kennedy, il quale in una delle sue citazioni diceva: “Dobbiamo usare il tempo come uno strumento, non come una poltrona”. Ecco, io ho usato ogni minuto a disposizione grazie al mister, come strumento per migliorarmi e per migliorare questa squadra. Ma ora non voglio sedermi. Sarebbe facile restare qui: so di essere apprezzato dal mister, dalla società e dai tifosi, però credo che sia arrivato il momento giusto per chiudere un ciclo bellissimo, indimenticabile, unico in tutti i suoi aspetti. In primis sotto l’aspetto umano, perchè per me questa non è una società, bensì una famiglia; e poi sotto l’aspetto sociale, perchè mi ha permesso in questi anni di conoscere persone che mi hanno dato tanto – ovviamente chi più chi meno – ma tutti sono stati importanti per me e la mia crescita.

In questa crescita, la cosa più bella che ho sempre sognato era quella di diventare CAPITANO di questa squadra. Addirittura ho indossato anche una maglia pesante, come la numero 10, che è stata del mio compagno di banco e mio grande amico Fortunato Maesano, uno dei fondatori dell’Edilferr. Se sono riuscito a conquistarmi tutto ciò un grazie va anche ai capitani precedenti, tra cui Francesco Pirilli, Antonio Russò e Totò Cosoleto. Il sogno completo è quello di essere uscito da capitano (insieme ai miei compagni) a portare questa società in una pazza idea chiamata serie B, riuscire a giocarci e mantenerla per il futuro che verrà…Mi ero posto un obiettivo, l’ho raggiunto…

Lascio l’Edilferr come calcettista, perchè nella vita è giusto capire quando si deve lasciare spazio. Ogni percorso, infatti, ha un suo inizio e una fine. Non so cosa mi riserverà il futuro, ma sono certo che l’Edilferr farà sempre parte della mia vita.

Non c’è tristezza in me, non bisogna piangere perchè è finita ma sorridere perchè è successo. E io vado via con un grande sorriso perchè mi ritengo doppiamente fortunato per aver giocato, per aver fatto parte di questa grande famiglia biancoblu.

Voglio abbracciare idealmente tutti grazie per la fiducia, l’affetto e il sostegno che mi avete dato.

Lo sport, tra cui il calcio a 5, oggi è spesso business, ma senza la passione e le emozioni non esisterebbe. E quelle non si comprano: sono il regalo di una famiglia che prendere il nome di Edilferr Cittanova Calcio a 5. Grazie a tutto lo staff tecnico che è formato da tutte quelle persone (amici) semplici, che non appaiono mai, ma amano i colori e sono stati importantissimi per il raggiungimento sia dei risultati sportivi che per la crescita della società (Tony Russo e mister Zito, come allenatori dei portieri e Antonino Errigo, il nostro preparatore atletico).

Grazie alla società, al mio presidente Raso che mi ha voluto qui e mi ha sempre sostenuto con eleganza e sobrietà. Grazie al mio tesoriere Domenico Anselmo, al mio ds Gianni Zappia, al mio dg Marcelo Multari, al mio presidente Gianni Ventra e ai nostri addetti stampa Girolamo Sicilano e Alessandro De Padova, che sono stati sempre vicini, ognuno nel suo piccolo, a me e alla squadra.

Un grazie particolare a lui (capirete di chi si tratta)…mister Angelo Milano, che ci ha portato sin dal primo giorno la sua energia ed il suo entusiasmo contagioso e noi con i risultati lo abbiamo aiutato ad essere sempre spettacolare senza mai perdere di credibilità. Gli auguro grandi successi e di avere sempre accanto uomini di calcio e di campo, in grado di consigliarlo al meglio, come il suo vice Marco Macrì (affettuosamente BACCHETTA), persona che non appare molto ma è di fondamentale importanza per la società e per il gruppo della squadra.

Grazie ai miei compagni che mi hanno dato tutto: da Enzo Startari, che per me è stata la rivelazione più bella; da Claudio Monterosso, diventato un vero e proprio amico su cui poter contare; da Francesco Napoli, che anche se arrivato un po’ tardi ha dimostrato di essere un grande amico e un grande leader per la squadra; a Luca Alampi, vero campione e uomo umile, al quale la serie B sta stretta. In lui ho sempre trovato un fratello calcistico ed extracalcistico eccezionale; ai vecchi compagni, che quest’anno non hanno fatto parte della nostra avventura ma a cui tengo ringraziare perchè sono sempre vicini a noi e mi hanno aiutato a crescere personalmente e a farci crescere come squadra e gruppo: grazie a Mario Foti, Totà Cosoleto, Giuseppe Cordì, Carmelò Condrò, ai miei compagni attuali come Borgese e ai più giovani.

Spero di aver dato anch’io qualcosa a loro prima come persone e poi come calcettista e come CAPITANO. Spero di essere riuscito a trasmettere quei valori positivi che potranno tornare utili nella carriera e nella vita.

E grazie infine alla città di Cittanova che ancora una volta mi ha accolto come se fossi nato lì. Non nego che in questi giorni è stato molto toccante e particolare per me rifare in macchina strade ormai familiari; salutare persone per me sempre speciali; arrivare al palazzetto ed entrare…

Tornerò nel “mio” palazzetto e non sarò mai un avversario, perchè l’Edilferr resterà sempre nel mio cuore e rimarrà sempre casa mia.

In bocca al lupo, arrivederci a tutti e sempre forza EDILFERR!

Il VOSTRO capitano (10)

Gianni Nava